Le avventure di Alice

Trent’anni e dintorni

Ho trent’anni.

Trent’anni sono quella meravigliosa età in cui, mentre i tuoi amici, che stanno insieme da una vita, programmano il loro matrimonio, tu fai fatica a programmare anche l’appuntamento dal parrucchiere.

Alice e i gatti-Segui Il Coniglio Bianco by Alice AnnicchiaricoQuell’età in cui, quando incontri la tua ex compagna delle medie che ti mostra la fotografia del suo neonato primogenito, a volte già secondogenito, tu tiri fuori orgoglioso il video di quando per la prima volta il tuo gatto persiano ha ingerito troppo pelo e ha vomitato.

Quel periodo di vita in cui spingi il tuo carrellino al supermercato, compri tristi porzioni monodose di farro e verdure già cotte, alla cassa tiri fuori una carta –transazione negata-, poi un’altra –transazione negata- e alla fine, fanculo, il farro e le verdure cotte mangiatevele voi, io vado da Mc Donald’s e mi prendo il menù maxi.

Nello stesso momento, alla tua stessa età, i tuoi vicini di corsia spingono carrelloni, quelli veri, non il carellino sfigato da single (che poi peraltro, non si sa perché, ma è sempre zoppo) con tanto di tasca contenente pupo, comprano maxi confezioni formato famiglia di shampoo, bagnoschiuma, carta igienica, patatine, merendine e alla fine pagano con l’American Express (con la stessa American Express, con cui magari, sistemati i pupi in qualche baby club, maledetti, su Ticketone compreranno anche i biglietti di Vasco il giorno prima della vendita ufficiale).

Trent’anni è anche quell’età in cui se sei single ed esci con un uomo, si sa, non siamo più al liceo, quando il fidanzatino ti offriva l’aperitivo, a trent’anni un uomo investe, ti porta fuori a cena in un bel locale e, dopo avere lasciato giù un quarto del suo stipendio, spera di ottimizzare. Magari la sera stessa, quando ti invita a casa e improvvisamente vedi sei occhi che ti puntano dalle cornici d’argento e capisci che l’investimento l’ha fatto lui, che sistemata la famiglia al mare, si è garantito il passatempo per l’estate.

Ma trent’anni sono anche quell’età in cui, archiviati i padri di famiglia in cerca di amante saltuaria, raccogli le tue amiche quasi trentenni e ti metti a ballare Andiamo a Comandare, finché un ragazzetto ti pesta il piede e ti dice: “Mi scusi, signora”.

Sarà forse il trucco che ti invecchia e allora ti togli tutto e punti sull’effetto nature, Converse e jeans strappati, finché tua madre ti dice: hai trent’anni, sei trascurata, devi curare di più la tua pelle, che poi ne paghi le conseguenze.

E poi i trenta sono quella età in cui, mentre le tue amiche cercano nuovi spunti davanti a 50 sfumature di grigio su come mantenere vivo il loro matrimonio, già prossimo al terzo anniversario, tu mastichi caramelle gommose e ti scappa una lacrimuccia davanti Alla ricerca di Dory.

A trent’anni, comunque, si fanno delle scelte. Puoi scegliere di metterti in fila dal pediatra oppure di portare il tuo gatto dal veterinario.

Io, di gatti, ne ho due.

 

 

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