Girovagando

Rotaract Saronno, Rotaract La Malpensa, Rotary Saronno: insieme per costruire il più grande campo macerie d’Europa

Ultimamente li abbiamo visti spesso immortalati in foto, immagini, vignette, intenti a trarre fuori delle macerie grandi e bambini.

Sono stati gli angeli custodi dei terremotati in Abruzzo e sono stati la parte buona dell’Italia a Rigopiano, quando l’inefficienza di chi ha sottovalutato le prime telefonate di allarme, ha contribuito a creare un ritardo nella tempestività dei soccorsi.

Sono gli uomini della Protezione Civile, nucleo operativo che abbiamo imparato a conoscere sempre di più dopo gli eventi catastrofici che hanno interessato il nostro bel Paese, soprattutto negli ultimi anni.

Impressionati dagli avvenimenti che hanno messo in ginocchio l’Italia negli scorsi mesi, i giovani del Rotaract Saronno, ramo junior del Rotary, Rotaract La Malpensa e Rotary Saronno hanno voluto devolvere i ricavati di una conviviale a Lentate sul Seveso proprio alla costruzione del più grande campo macerie d’Europa a Busto Arsizio, che misurerà 12.000 metri quadrati e servirà come campo d’addestramento e simulazione di emergenze.

Fabio Corbella, Presidente Rotaract Saronno

Come spiega il Presidente Rotaract Fabio Corbella, «l’idea dell’iniziativa è nata dai miei soci che hanno proposto una conviviale di attualità che potesse ispirarsi agli ultimi fatti tragici del Centro Italia. Federico Scorza, uno dei miei soci, mi ha presentato Matteo Romanò che mi è sembrata la figura perfetta a cui chiedere di intervenire raccontando la sua esperienza. Da una chiacchierata insieme è emerso il progetto di un campo macerie nel Comune di Busto Arsizio di cui Matteo sarà il responsabile: il nucleo cinofilo di soccorso è alla ricerca di sponsor per la realizzazione dell’opera, da qui l’idea di una raccolti fondi che potesse coinvolgere la presidente Elisa Pisoni del Rotaract ‘La Malpensa’ che comprende il territorio di Busto Arsizio, e il presidente Andrea Brianza del nostro Rotary Saronno, che potesse dare risonanza e prestigio alla serata. Devo dire che sono molto contento della riuscita della serata, Matteo ha trasmesso la sua dedizione e passione per la sua ammirevole opera di volontariato, si è meritato l’attenzione di più di 60 persone durante un martedì sera. Non è stata una lezioncina, so che ha ricevuto proposte di replicare in altre sedi e ciò vuol dire che è arrivata l’emozione».

Ma cosa sappiamo di queste unità operative? Come si muove materialmente nelle situazioni di emergenza la Protezione Civile?

A rispondere a queste domande ci hanno pensato Paolo Brambilla dell’Associazione nazionale Alpini sez. Varese e Matteo Romanò dell’Unità Cinofila, ospiti e protagonisti della cena benefica del Rotaract.

Paolo Brambilla, Associazione nazionale Alpini sez. Varese

La Protezione Civile opera con alcuni volontari (quelli appartenenti all’Associazione Nazionale Alpini sono oltre 13.000) che non percepiscono alcuna retribuzione, ma offrono il loro aiuto nelle zone colpite dall’emergenza.

Nei casi di necessità la Protezione Civile, allertata dalla sede nazionale, è attiva in meno di 6 ore e, dotata di tutti i mezzi pesanti necessari, si avvia verso il luogo della destinazione di emergenza, dove allestisce campi accoglienza per raccogliere le persone sfollate.

I casi di necessità possono andare da manifestazioni, quali, per esempio, Expo 2015 o la visita del Pontefice, a emergenze come dissesti idrogeologici, terremoti, neve.

 “Negli occhi di chi ha conosciuto il dolore incontrerai la vera gioia”

Oltre all’uomo, un altro importante protagonista ha catturato i riflettori durante le emergenze di quest’ultimo periodo: il cane, che con l’uomo costituisce il binomio indivisibile delle Unità Cinofile.

Matteo Romanò, vice responsabile del nucleo cinofilo soccorso Associazione nazionale Alpini sez. Varese, si occupa proprio dell’addestramento e del mantenimento delle Unità Cinofile di soccorso.

Le U.C.I.S. si dedicano alla ricerca di dispersi in caso di emergenza, da chi perde l’orientamento a chi è coinvolto in situazioni dovute a calamità naturali, come terremoto o valanghe, e salvamenti in acqua.

In caso di sisma, evento che purtroppo l’Italia ha imparato a conoscere bene, parte subito la macchina dei soccorsi, “un elefante”, commenta Romanò “che si muove lentamente, ma quando si muove è come un pachiderma”.

Matteo Romanò, Unità Cinofile

Dopo la scossa, infatti, scatta immediatamente l’allarme all’Istituto Nazionale di Geofisica Vulcanologia a Roma e viene subito allertato il dipartimento della Protezione Civile: bastano pochi minuti per avere chiaro il quadro della situazione.

Accertata la gravità, parte subito il protocollo d’emergenza, si riunisce il tavolo a Roma, si decide come operare e nei distaccamenti locali partono i primi soccorsi.

A questo punto intervengono le Unità Cinofile e scatta l’allertamento: la partenza avviene in 2 ore massime, spesso senza l’idea precisa del luogo, ma con la necessità di arrivare il prima possibile sul territorio dell’emergenza, dove le U.C.I.S. devono essere autonome per 48/72 ore.

Dopo la registrazione al Centro Comando Avanzato, viene assegnata loro un’area di ricerca perché possano lavorare su

un determinato settore e per non creare ulteriore confusione.

Il lavoro della Protezione Civile e delle Unità Cinofile, così importante e delicato, richiede mesi di sacrifici e di duro impegno: per aiutarli a prepararsi al meglio Rotaract e Rotary hanno voluto contribuire alla costruzione di un campo macerie, luogo d’addestramento che riproduce in modo realistico la situazione d’emergenza e permette di rafforzare il binomio umano-cane: così come nel campo macerie il cane imparerà a segnalare il ritrovamento del figurante, come se fosse un gioco, in cambio di un premio, nell’emergenza reale segnalerà persone in vita, facilitando le estrazioni dei dispersi e contribuendo al salvataggio di molte vite.

Nel terremoto dell’Aquila i cani hanno salvato 310 persone, ad Amatrice i Vigili del Fuoco hanno salvato 220 cani: uno scambio reciproco e un binomio vincente tra l’uomo e il suo migliore amico.

Non chiamateci eroi, semplicemente abbiamo deciso di dedicare in questo modo molto del nostro tempo

Il cane da ricerca

  • Fiuta l’essere umano attraverso il suo odore
  • Cerca persone in vita
  • Ha autonomie che il conduttore conosce
  • Il numero dei cani inviati si basa sui settori di emergenza: un sovraccarico porterebbe confusione

I consigli della Protezione Civile in caso di terremoto

Cosa dobbiamo fare durante la scossa di terremoto?

  • Collocarci vicino a un muro portante
  • Stare attenti agli oggetti che possono cadere
  • Assicurarsi che sia possibile utilizzare le scale
  • Non usare l’ascensore
  • Stare attenti alle faglie
  • Non utilizzare l’accendino
  • Prestare attenzione nei luoghi all’aperto (ad es. agli alberi)
  • Fare attenzione ai tetti

Cosa dobbiamo fare dopo la scossa di terremoto

  • Prestare i primi soccorsi
  • Indossare le scarpe per evitare di incappare i vetri
  • In zona di maremoto, raggiungere la collina o la montagna
  • Raggiungere le aree previste dal piano della Protezione Civile
  • Limitare l’uso del telefono per lasciare le linee libere ai soccorsi
  • Limitare l’uso dell’automobile per non sovraccaricare le strade

Come sopravvivere durante un terremoto

  • Tenere una sacca con beni di prima necessità (vestiti di cambio, torcia, telefono carico) in un luogo accessibile
  • Mantenere la calma
  • Risparmiare energia per l’arrivo dei soccorsi
  • Munirsi di fischietto per segnalare la propria presenza
  • Ristabilire il senso dell’orientamento (il metodo più facile è urinando)
  • Cercare di evitare movimenti
  • Non utilizzare fiamme libere

 

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