Girovagando

Real bodies, la mostra che non avrei dovuto vedere

L’ho fatto.

Non avrei dovuto farlo.

Sono andata a vedere Real Bodies, la mostra che a Milano fino a marzo (è stata prorogata a causa del grande successo), racconta il corpo umano.

Tralasciando le spiegazioni di Cecchi Paone, che nell’audioguida spiega tutti i sintomi di malattie che da quel momento senti di avere o che, se uno è ipocondriaco come me, si è già autodiagnosticato su Google, non sono sicura che chi ha donato il proprio corpo alla scienza sarebbe contento di essere finito su un palo a fare una spaccata, su una bicicletta a pedalare ad aeternum o scuoiato e appiccicato ad un vetro.

Ancora più dei corpi, mi hanno turbato le orde di pseudo esperti in medicina che con macabro indugio analizzavano ogni muscolo e ogni organo dei corpi immortalati in una seconda vita. E da parte loro, anche gli ex umani hanno occhi spiritati e fissi, che spaventano e rimangono impressi.

Ma qualche parola la voglio spendere anche sulla presenza di bambini piccoli e piccolissimi.

Capisco la scienza, ma la domenica non è meglio portare i bambini al cinema a guardarsi un cartone animato, piuttosto che portarli a vedere corpi morti?

A me la storia della cicogna convinceva di più come metodo educativo piuttosto che la rassegna di organi genitali maschili e femminili e di stanze di poveri feti mai nati.

 

CONSIGLI PRATICI

  • Per evitare le lunghissime file all’aperto e al freddo, io ho comprato il biglietto su Ticketone con una prevendita di €1.50, scegliendo l’orario di entrata e il giorno. In questo modo ho evitato code e lungaggini.
  • Il costo del biglietto è di €18 ed è possibile ritirare i biglietti direttamente alla cassa.
  • L’audioguida costa €4 e secondo me vale la pena prenderla.

 

 

 

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