Una tazza di tè con...

…Giuseppe, troppo poco vip senza una gamba?

Oggi il tè lo bevo amaro, mi dico.

Mentre mi dirigo all’incontro, immagino già un uomo stanco, triste e con un evidente problema fisico.

Con sorpresa, arriva in bicicletta un bell’omone, giovane, forte e per nulla rassegnato davanti a un’incuranza che gli è costata l’amputazione di una parte della gamba.

Quel fatto lì, quella gamba intercambiabile, come Giuseppe oggi scherzosamente la chiama, è passato in secondo piano davanti a ciò che è successo dopo.

E qui sì che il tè diventa amaro.

La storia di quest’uomo, fino a poco tempo fa custode in uno stabile di Milano Centro, abitato da diverse figure del mondo del calcio e della tv (per fare qualche nome Lippi, la showgirl Belen, il calciatore Ambrosini), è triste, perché Giuseppe ora non solo non ha più una parte di gamba, ma neanche un lavoro.

Durante i mesi di malattia, i condomini presso i quali prestava servizio si riuniscono e decretano che a causa della gravità delle sue condizioni di salute, Giuseppe difficilmente potrà riprendere l’attività e che il sostituto prenderà il suo posto, nonostante lui abbia un contratto di lavoro per qualche altro mese.

 

Giuseppe, cosa è successo alla gamba?

Sottovaluto una situazione, un taglio sotto al piede, dopo qualche tempo sono costretto a correre al pronto soccorso e scopro di avere l’occlusione di un’arteria. Quindi subisco due interventi, uno il 17 aprile in urgenza, che va male, e un altro il 1 giugno, quando mi amputano mezza gamba.

Da lì inizio un percorso rieducativo, con l’obiettivo di tornare a vivere la mia vita di sempre: andare in bicicletta, ridere, scherzare, lavorare.

Quando torni a casa, cosa succede?

Ho la possibilità di andare a casa di mio padre, a pian terreno, ma decido di mettermi subito alla prova e salire con le stampelle quattro piani a piedi. Con l’arrivo della protesi la quotidianità diventa più facile; inizio a camminare da solo, senza l’ausilio delle stampelle e ad andare in biciletta.

Divento presto autonomo.

Cosa cambia dall’amputazione rispetto alla tua vita di prima?

Ho chiuso un capitolo della mia vita e ne ho aperto un altro. Certo, alcune volte guardo come sono cambiato fisicamente e dico: porca miseria, l’ho combinata grossa!

Ma penso anche che sono la stessa identica persona di prima.

Anche livello pratico ora riesco a fare le stesse cose: ogni giorno cammino, percorro anche venti chilometri in bicicletta, cammino senza ausilio di stampelle, guido la macchina.

Arriviamo al lavoro.

Dal 5 aprile al 30 settembre circa sono assente per malattia. Quando rientro a ottobre, mi viene comunicato che l’assemblea ha deciso di assumere il mio sostituto, il quale viene fatto licenziare dalla mia impresa, che perde l’appalto, e viene assunto dal condominio.

Per quanto riguarda me, non mi danno effettive motivazioni, se non che ho gravi difficoltà di salute, che, è vero, ho avuto, ma ho superato con tutto me stesso.

Quanto hai lavorato in quello stabile?

Da novembre 2010 fino aprile 2016, quando è iniziato il periodo di malattia, ma il mio contratto sarebbe dovuto terminare a dicembre.

Credo che sei anni siano sufficienti per capire se una persona sa far bene il suo lavoro.

Come giudichi il tuo operato e come lo giudicavano gli altri?

Ero disponibile con tutti, le persone si fidavano, mi lasciavano le chiavi degli appartamenti, a cui avevo accesso se era necessario, e a Natale ricevevo regali.

Non mi sono mai arrivate lamentele, insomma.

So che qualcuno ha speso parole buone in mio favore, come la famiglia del direttore di Poste Italiane.

Diversamente, la moglie di un calciatore ha detto che ho fatto spaventare i bambini con la gamba bionica: l’episodio accadde in casa sua, quando avevo bisogno di togliere la protesi e rimetterla; stavo andando via, ma loro mi dissero che non c’era problema e potevo fare il cambio lì, anche davanti ai bambini, salvo poi per lamentare più avanti che avevo terrorizzato i figli con la “gamba bionica”.

Quali credi siano le cause del tuo licenziamento?

Credo proprio la mia gamba intercambiabile che secondo loro non mi avrebbe permesso di essere come prima a livello funzionale. Se fosse stata una scelta dettata dal calo d’immagine, sarei ancora più deluso da persone che mi scrivevano per informarsi sul mio stato di salute e che poi hanno optato per mandarmi via.

Ora cosa stai facendo?

L’impresa che aveva l’appalto l’ha perso e mi ha liquidato.

Ora sto cercando un altro qualunque lavoro, quello che arriva, non sono schizzinoso.

 

Per quale motivo Giuseppe sia stato licenziato non è ben chiaro neanche a lui, che in quello stabile ci ha lavorato per sei anni e che non ha avuto la possibilità di dimostrare che nonostante la nuova forma della sua gamba, poteva ancora essere utile, agli altri, a se stesso e anche ai bambini, che avrebbero imparato a confrontarsi e accettare chi è fatto in modo “diverso”.

Qualche anno fa uscì una notizia che fece il giro del mondo: la Bbc, che aveva assunto una presentatrice nata con un braccio solo, era stata investita da un’ondata di lettere di genitori preoccupati per i loro bambini spaventati dalla ragazza che, per scelta, aveva deciso di non coprire l’arto mancante con una protesi.

La stessa scelta che ha fatto Giuseppe, il quale ancora in piedi e su due ruote dopo un’esperienza così difficile, rischia ora di cadere, investito dal pregiudizio e dalla paura della diversità.

 

Cv Giuseppe Licco

Chi volesse dare una possibilità a Giuseppe, qui trova il suo curriculum.

 

2 Comments

  1. gianfranco

    25 febbraio 2017 at 11:35

    Altrochè te amaro questa “storiella” mi fa ingrossare il fegato e la bile anche perchè conosco da tanto tempo Giuseppe così come la “storiella”.
    Quando ho saputo quanto accaduto mi sono chiesto: ma esistono davvero persone che non hanno un minimo di coscienza verso chi ha subito un trauma così grande sia fisico che spicologico?. La risposta che mi sono dato è che le persone di un certo ceto sociale se ne fregano delle “disgrazie” altrui e sono sempre pronte a chiedere e non a dare.
    Peccato; da quelle persone, e ritengo ce ne siano altre, mi sarei aspettato un comportamento diverso, umano e intelligente, visto il mestiere che fanno, e, mi ridomando,meritano rispetto?. Sicuramente NO.
    Meriterebbero di essere messe alla berlina sia sui media che sulle tv non solo locali. Ci sto meditando.
    Forza Giuseppe ce la farai perchè sei una persona per bene e non un ricco apparente.

  2. Pasquale Vadalà

    27 febbraio 2017 at 19:00

    Il fatto è che vivono nel loro mondo dove la considerazione ed il rispetto fanno parte della finzione televisiva! Camminano accanto a te ma sono trasparenti alla tua presenza. E poi un addetto alla sicurezza con una gamba finta rovinerebbe l’immagine, quella immagine a cui tanto tengono loro benpensanti nella vita privata e pronti a criticare per finta si sa, quando si tratta di fare audience… Si sa. Caro Giuseppe niente di nuovo, purtroppo non ho di cui meravigliarmi! Mi chiedo solo come un uomo possa restare senza lavoro per il capriccio dei VIP. In bocca al lupo amico mio! Pasquale.

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