Le avventure di Alice

Da bambina dicevo: farò la giornalista, o al massimo la giornalaia

Da bambina, quando mi chiedevano quale lavoro avessi voluto fare da grande, rispondevo: farò la giornalista o, al massimo, la giornalaia.

Quell’idea, certo confusa, ma così determinata, mi ha accompagnato fino ad oggi, che di anni ne ho 30, che di giorno sono “la giornalista” di un grande consorzio di aziende del settore conciario e di sera sono “la giornalista” di me stessa.

Tutto ciò che passa per la mia scrivania e per le mie mani diventa scrittura: post-it, appunti, articoli, agende sono per me esercizio e piccoli mattoncini per la costruzione del mio sogno.

Non sempre è stato facile decidere di proseguire su questo cammino.

Mi ricordo bene i volti di chi non ha creduto in me, di chi diceva che ero una ragazzina troppo insicura per un percorso del genere.

Mi ricordo quando frequentavo la facoltà di Lettere e dovevo tenere duro davanti al sogghigno del pensiero comune: “E poi, cosa andrai a fare, la disoccupata?”.

Mi ricordo anche gli anni delle collaborazioni con i giornali a 5 euro al pezzo.

E mi ricordo con affetto i tre anni in una giovane redazione sportiva per conseguire il tesserino da giornalista, i sabati sugli spalti e le domeniche in redazione fino a tardi, per inseguire un titolo.

Così come mi ricordo che all’immobilismo e alla rassegnazione della mancanza di prospettive in Italia, ho preferito ripartire in contropiede, come mi hanno insegnato a dire i miei colleghi del calcio, e volare in Palestina, dove per tre mesi e mezzo ho collaborato con un’emittente televisiva italiana e ho imparato qualcosa in più del “fare la giornalista”, per poi fare ritorno nel mio bel Paese, senza lavoro e senza amore, e dovermi rimettere nuovamente in gioco.

E io, in gioco, mi ci sono rimessa.

Ho iniziato a lavorare nell’azienda in cui lavoro tuttora e, collateralmente, a non dimenticarmi di innaffiare i miei sogni: la sera, anche se stanca e senza energie, raccolgo le forze e mi metto a scrivere sul mio sito www.aliceannicchiarico.it, dove racconto storie, personaggi, vicende, un po’ di me.

Forse per qualcuno non è molto dove sono arrivata, ma per me, anche se so che ancora molto c’è da fare, è già tanto. E oggi, se devo dire grazie a qualcuno, devo dirlo solo a me stessa e a quella ragazzina un po’ insicura che, dei suoi sogni, insicura non lo è mai stata.

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