Una tazza di tè con...

…Annamaria Procacci: il lupo non si tocca!

Lo hanno chiamato Piano sulla conservazione del lupo, il provvedimento previsto del Ministero dell’Ambiente Galletti, ma altro non è che il via libera alla caccia contro il più grande predatore italiano.

Dopo un regime di protezione speciale che lo tutela a partire dal 1971, il lupo oggi ha bisogno di noi.

Annamaria Procacci, amanti dei lupi, che per Enpa ha tenuto le fila della campagna di protesta contro il Piano Lupo, ci spiega perché dire no alla caccia di questo animale.

 

Perché una mattanza viene chiamata Piano sulla conservazione del lupo?

La domanda ce la siamo posti anche noi: che cosa c’entra l’uccisione del lupo con il Piano di conservazione?

Il Piano sulla conservazione del lupo ha dei punti importanti, rispetto al quale l’ultima proposta di azione, l’abbattimento, non c’entra nulla. Si tratta, anzi, di una clamorosa contraddizione rispetto al Piano, è ingiusta e ingiustificabile, tanto è vero che è stata sconfessata anche dalle regioni e ha fatto scalpore, clamore, è diventata un caso nell’opinione pubblica italiana.

Un Piano di conservazione dovrebbe essere piuttosto un atto politico e scientifico di tutela. Il lupo non si tocca! 

Che tipo di animale è il lupo?

Il lupo è tutelato in Italia da 46 anni, ne erano rimasti pochissimi esemplari, neanche 100, a seguito di un’assurda caccia selvaggia che aveva quasi condotto sull’orlo dell’estinzione di questo animale.

Oggi in Italia gli esemplari di lupo sono pochissimi, tra quello che si trova sugli Appennini e quello sulle Alpi non raggiungono neppure i 1500: si tratta di numeri estremamente ridotti che non ne possono giustificare in nessun modo l’abbattimento.

La verità è che il lupo è un perseguitato, un calunniato; gli vengono attribuite tutte le nefandezze.

La crociata contro il lupo è condotta da una parte di Coldiretti, da alcuni allevatori che vogliono mantenere i loro animali al pascolo brado incustodito, senza ricovero notturno, senza presenza di cani da guardiania, non vogliono insomma usare nessuna cautela, come se il territorio fosse loro monopolio: così, lasciando incustoditi gli animali giorno e notte, in alcune circostanze, potrebbero venire attaccati da alcuni predatori.

Responsabilità che vengono ingiustamente attribuite al lupo, ma che appartengono purtroppo a quei poveri cani, abbandonati, affamati, che per sopravvivere si muovono in branchi e che hanno una certa dimestichezza con gli animali da pascolo.

I lupi in branco, invece, preferiscono predare i selvatici, perché il lupo è intelligente, ha paura dell’uomo: se lo conosci, lo eviti!

Perché un Ministro dovrebbe appoggiare l’abbattimento del lupo?

 Perché non tiene conto di fattori fondamentali: ciò che il Ministro dell’Ambiente non dice o non vuole dire è che il lupo è il più grande predatore italiano di cinghiali.

I cinghiali oggi in Italia sono tantissimi e mancano i censimenti necessari. I cinghiali si sono riprodotti da quella razza portata dai cacciatori dall’estero, razza che in Italia non era presente, perché noi avevamo cinghialetti piccoli, oggi quasi estinti a causa delle fucilate.

Qui subentra il lupo, che preda i branchi di cinghiali e ne controlla in natura la popolazione: come sostiene il prof. Mazzatenta, l’uccisione dei lupi comporterebbe una catastrofe ambientale, poiché verrebbe a mancare il controllore biologico delle popolazioni di cinghiali.

Questo è il ruolo che dovrebbe essere riconosciuto al lupo.

Enpa ha replicato al Ministro Galletti di non aver avuto modo di partecipare alla stesura del Piano. Non avendo avuto la risposta dal Ministro dell’Ambiente, ora vi siete rivolti a Gentiloni in vista del prossimo incontro Conferenza Stato-Regioni il 23 febbraio. Cosa chiedete al Presidente del Consiglio?

Il Ministro ci ha chiuso la porta in faccia; in questi anni non abbiamo mai avuto risposte né quando abbiamo inviato e richiesto audizione, né quando ci siamo rivolti per problematiche generali sulla diminuzione della fauna. Si tratta di un atteggiamento grave, mai accaduto prima.

Al Presidente del Consiglio Gentiloni chiediamo di fermare questo Piano, irrazionale, ingiustificabile e di sviluppare invece la politica di prevenzione, come raccomanda il Piano.

È necessario che gli allevatori usino cautele semplici ma efficaci, come i cani pastori, come il ricovero notturno delle greggi, come forma di guardiania: normali precauzioni, che una volta erano scontate e che una parte degli allevatori virtuosa, intelligente, usa già: il territorio non è monopolio degli allevatori.

Altra cosa importantissima è l’applicazione della legge nazionale sul randagismo (281/91): la legge che introdusse il principio del controllo delle nascite, attraverso la sterilizzazione, l’anagrafe canina e che nelle parti di Italia dove viene rispettata funziona alla perfezione. Oggi i canili sono pieni di cani abbandonati, tra cui moltissimi sono cani da caccia.

L’approvazione del Piano Lupo sarebbe un rischioso apripista a fenomeni di bracconaggio. Nel nostro Paese manca ancora una coscienza animalista?

Io penso che l’Italia sia molto avanti dal punto di vista della sensibilità e della cultura di rispetto nei confronti degli animali, altrimenti non avremmo avuto questa enorme mobilitazione in difesa del lupo.

Sapevamo quanto fosse grande l’amore per gli animali che condividono con noi la casa e la vita, ma molti si aspettavano minore sensibilità nei confronti dei selvatici: così non è stato, la popolazione si è mobilitata con il lupo.

Ora ci aspettiamo che la politica capisca il problema del bracconaggio, fenomeno di criminalità, a volte di criminalità organizzata, favorito dalla cancellazione dei controlli sul territorio (colpevole è anche la pessima politica del governo Renzi che ha portato allo scioglimento del Corpo della Polizia Provinciale e all’assorbimento dell’Arma dei Carabinieri del Corpo Forestale dello Stato).

A Grosseto pochi giorni fa è stata esposta in bella mostra la testa mozzata di un lupo: il messaggio è che i bracconieri continuerebbero la caccia contro questo animale meraviglioso.

Il Ministro faccia il Ministro con una decisissima azione contro il bracconaggio.

In 500mila hanno detto no al Piano Lupo. Vogliamo ripetere cosa possono fare le persone nel concreto per aderire alla mobilitazione contro la mattanza dei lupi?

La nostra associazione, ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) ha promosso una mobilitazione su Facebook che ha raggiunto numeri davvero imponenti.

Sulla pagina Facebook di ENPA le persone possono rilanciare questa mobilitazione.

Inoltre, possono andare sulla bacheca del Ministero dell’Ambiente per portare la propria civile e ragionata protesta.

Ribadisco, l’uccisione del lupo è inaccettabile, sono pochi esemplari e svolgono un ruolo fondamentale in natura: difendeteli, invece di attaccarli.

Annamaria, cosa diciamo per scongiurare che il Piano Lupo venga attuato, “In bocca al lupo”?

Ho fatto politica per tanti anni e quando mi dicevano “In bocca al lupo”, rispondevo “Che il lupo dorma”. 

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