Una tazza di tè con...

…Alessia Sorgato, avvocato e autrice di “Giù le mani dalle donne”

Quando l’ho conosciuta, avrei giurato che proveniva da qualche sport estremo, pugilato, climbing, qualcosa di questo genere.

Mi sbagliavo, arrivava dalla danza classica.

Con la stessa forte leggiadria di chi è abituato a sostenere il proprio corpo e la propria vita sulle punte, Alessia Sorgato da anni si batte per difendere i suoi assistiti, per lo più donne, vittime di maltrattamenti, stalking, reati informatici.

Avvocato dalle mille risorse, opinionista televisiva, autrice di articoli e libri, tra cui Giù le mani dalle donne, “manuale di istruzioni” che analizza le casistiche della violenza esercitata sui “più deboli” e suggerisce le modalità di difesa, Alessia è la donna più adatta a lanciare un messaggio per la festa delle donne.

 

L’8 marzo si festeggia la donna. Qual è il tuo messaggio alle donne di oggi?

Il mio messaggio per le donne di oggi è sicuramente studiate!, lavorate!, rendetevi indipendenti!

Spesso la violenza inizia piano, sordidamente, con un giudizio negativo o denigratorio su quello che facciamo, “Cosa studi a fare, i laureati sono tutti a spasso”, “Perché vai a quel colloquio, per quel che ti pagano”. Lo scopo è renderci dipendenti, impossibilitate ad affrancarci. Se possiamo contare su noi stesse, sarà più difficile farci del male.

Hai fatto della lotta contro la violenza femminile la tua specializzazione. Cosa ti ha spinto a metterti al fianco di tante donne maltrattate, abusate o perseguitate?

È successo mio malgrado, senza quasi che lo volessi. Sono avvocato penalista da tanto tempo ormai e per i primi 15 anni ho difeso i “cattivi”, mi sono messa a fianco a chi era accusato e quando, grazie ad un libro scritto sulla nuova legge sullo stalking, mi hanno approcciato donne che lavorano contro la violenza, ho scoperto un mondo nuovo. Difendere una vittima è molto più difficile, così mi sono schierata.

Ritieni che in Italia esistano leggi adeguate a punire i reati di violenza sulle donne?

Sì, le nostre sono buone leggi, anche perché derivano da impegni internazionali e ratificano convenzioni che altri hanno stipulato e noi eravamo obbligati ad adeguarci. Tra il 2008 e il 2013 abbiamo introdotto principi, sanzioni e strumenti molto efficaci, il punto è che in pochi/e li conoscono e quindi li sanno azionare. Non mi riferisco soltanto alle vittime, ma -almeno fino a qualche anno fa- anche a Forze dell’Ordine, avvocati e magistrati. Quante donne, spaventate da un corteggiatore troppo insistente, si sentivano dire dall’operante a cui avrebbero voluto sporgere denuncia: “Signora, ma scherza? Sa in quante la invidiano?” e le rimandavano a casa…

 Qual è l’identikit del maltrattante e quali sono le spie per riconoscerlo?

L’esperienza giudiziaria, accumulata in sei anni di difesa attiva delle vittime, mi ha insegnato che i maltrattamenti sono un reato davvero senza distinzioni di età, cultura, censo o provenienza geografica. Ho assistito donne e bambini vessati da uomini benestanti come disoccupati, laureati come immigrati senza titolo di studio, rissosi come uomini apparentemente modelli di virtù. Non ci sono categorie a rischio ma, ancora una volta il mio è un dato statistico, e ci sono dei segnali di allarme. Spesso troviamo precedenti penali per comportamenti aggressivi tenuti in altri contesti: lo stadio, la strada o contro gli animali domestici. 

Oggi la percezione del femminicidio è molto più acuita rispetto ad un tempo. Credi che questo sia dovuto all’aumento degli omicidi contro le donne o all’incremento di programmi televisivi e di massa che ogni giorno raccontano nuovi e spaventosi crimini?

Ambedue. I numeri non calano e l’attenzione resta alta. Che poi dipenda dal malcostume italiano di appassionarsi ai fatti altrui, soprattutto se tragici, o da un reale sdegno civile io non lo so né francamente mi interessa, perché bisogna continuare a parlarne. Certo, se invece di indugiare in dettagli superflui e pruriginosi, si dessero dei buoni consigli, sarebbe meglio.

Spesso le donne non denunciano per paura, solitudine o semplicemente perché sottovalutano una situazione. Chi garantisce loro che una volta presentata la denuncia, non saranno di nuovo e di più in pericolo?

Non glielo garantisce nessuno e la prova sta nel fatto che spesso, dietro ad un omicidio, c’è una lunga serie di denunce. Ma finché non si segnala, aiuto non se ne riceve. Il mio consiglio è munirsi di un po’ di prove: registrazioni audio di minacce, insulti e grida, screenshot di messaggi di sfida o violenza, confidenze ad amiche via mail o Whatsapp, certificati medici delle lesioni subite, ecc. in modo da poter chiedere l’allontanamento del maltrattante.

A chi è vittima di violenza fisica o psicologica cosa consigli?

Di contribuire a farla cessare. È vero, chi oggi ti schiaffeggia, domani ti chiede scusa, e magari tu non vedi l’ora di credergli e così lo perdoni, lo riprendi, lo giustifichi…fino al pugno successivo. I maltrattanti non cambiano perché si è tali solo se si è recidivi. Ci sono dei buoni trattamenti psicologici per riabituare l’offender al dialogo costruttivo ma pochi vi ricorrono. Se lui ti maltratta, la cosa migliore, basilare da fare è lasciarlo, soprattutto se ci sono dei bambini. La violenza che loro percepiscono, che si chiama assistita, li danneggia quanto ricevere botte perché li mette a rischio di diventare a loro volta adulti violenti o vittime predestinate.

In caso di bisogno di aiuto, a chi ci si può rivolgere?

Mi piace molto chiudere la chiacchierata con un consiglio. Comprate Giù le mani dalle donne, il libro che ho scritto per Mondadori. Non lo dico per i diritti d’autore, che equivalgono a un caffè, ma perché ho concentrato lì tutto ciò che so di questa materia e che ho imparato processo dopo processo. Ci sono gli indizi per riconoscere il reato, dallo stalking alla violazione degli obblighi famigliari, i reati su internet, le lesioni, ci sono i suggerimenti: cosa fare, dove andare, entro quanto, cosa dire, cosa portare. È un generoso manuale di istruzioni e ha già salvato qualche vita.

 

Chi fosse vittima di stalking, maltrattamenti, abusi e avesse bisogno di assistenza legale, può rivolgersi all’avvocato Alessia Sorgato:

02 87395575

studio@sorgato.it

http://sorgato.it/

 

1 Comment

  1. Francesco

    8 marzo 2017 at 17:06

    Bellissimo articolo da divulgare a tutte le donne.

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