Una tazza di tè con...

…Alessia Casellato, artista della scena milanese

Sappiamo tante cose di artisti antichi e moderni, vita e peripezie, stile e movimento, ma dei nostri contemporanei?

Che sia per la laconica propensione dell’uomo a guardare sempre più al passato che al presente, che sia per l’autodefinirsi talenti di tanti nullafacenti senza appunto arte-né-parte, dei nostri artisti contemporanei non sappiamo nulla, spesso non sappiamo neanche chi possiamo definire tale.

È artista il videomaker? È artista lo scrittore in erba? È artista chi scrive sui muri?

È artista il pittore.

Su questo punto siamo tutti d’accordo: il pittore è artista. Il fascino bohème, la storia passata, l’incomprensione altrui, le (spesse volte) rivalutazioni postume conferiscono al pittore un’aurea ineguagliabile, quella di vero artista.

Albert Einstein di Alessia Casellato

È artista Alessia. Pittrice presente da oltre dieci anni sulla scena milanese e ed estera, da Roma a Udine, da Trieste a New York, dove è stata invitata a esporre le sue opere da galleria Arte Spoleto, Alessia Casellato è una pittrice contemporanea di cui da oggi potremo dire di sapere qualcosa di più.

Il suo stile. Pregno di diverse suggestioni, avanguardie, astrattismo e street art, Alessia ha fatto però una scelta “rivoluzionaria, anche se potrebbe sembrare reazionaria”: il ritorno all’arte figurativa.

Una scelta che la stessa pittrice spiega così: “È difficile fare qualcosa di nuovo. Alle mostre degli artisti contemporanei vedo solo variazioni e ripetizioni di cose già viste e già fatte. Per questo ho deciso di tornare all’arte realistica”.

I suoi quadri. Raffiguranti soggetti molteplici, le tele anno alcuni minimi comuni denominatori: la ricerca della primordialità, l’essenzialità, la ricorrenza a temi geometrici, la sinestesia (uno strumento dipinto ne evoca la musica, un fucile il rumore dello sparo), la gamma dei colori povera.

La sua arte.

Come nasce un tuo quadro?

Il primo passo è una rielaborazione digitale di immagini fotografiche con strumenti grafici. Dopodiché, riporto le immagini su tela e le dipingo. Una mia caratteristica è quella di utilizzare pochi colori in ogni mio dipinto. Un discorso a parte va fatto per gli acquerelli, che sono riproduzioni di fotografie, ma questi sono soprattutto esercizi.

Cosa trasmettono le tue opere?

Bambino con fucile di Alessia Casellato

Trasmettono messaggi. Per esempio, nel quadro con il bambino e il fucile, ho voluto esprimere la tragedia della guerra e in particolare quella dei bambini-soldato, mentre in quello di Armstrong l’importanza del jazz nella nostra cultura.

Cosa hai scoperto di te dipingendo?

A volte vedo cose che non mi sarei mai aspettata. Ho scoperto che mi piace rappresentare i volti perché riesco a tramettere quello che voglio dire meglio che con i paesaggi.

E del mondo, cosa hai scoperto?

Non so se ho scoperto qualcosa del mondo. Ma so che nel mio mondo artistico i visi ricoprono un ruolo centrale.

Ci sono aspetti del tuo passato che influiscono sulla tua arte?

Sì. Ho lavorato come grafica e l’utilizzo di tecniche grafiche influisce molto sui miei quadri.

Louis Armstrong di Alessia Casellato

Qual è il quadro che più ami?

Quello che rappresenta una donna. Per due motivi: lo sguardo profondo di lei e la distribuzione dello spazio, il soggetto sta tutto da una parte del quadro e tutto il resto del dipinto è occupato solo da colore.

Parliamo delle esposizioni che hai fatto. Hai appena esposto a New York e a breve esporrai ad Arles.

A marzo ho esposto a New York, all’Hotel Michelangelo. Il 28 aprile al Museo Dalì di Figueras in Spagna e il 29 in Francia, ad Arles, alla Ville de Van Gogh. Le tre mostre sono state organizzate da Spoleto Arte, osservatorio sull’arte contemporanea ideato da Vittorio Sgarbi.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? 

Finora ho partecipato solo a esposizioni collettive, ora mi piacerebbe preparare una mostra personale…magari con i miei amati volti. E qualcosa di grafica.

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